Territorio

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La principale risorsa del Territorio della Valle del Belìce è la produzione agro-alimentare e la coltivazione della vite e dell'olivo. Lo fu sin dall'insediamento delle prime popolazioni e dalla nascita di Selinunte; i cui abitanti coltivarono e propagarono l'olivo colonizzando vallate e terre fertili dell'interno, producendo olio; come dimostrano le macine rinvenute vicino al Tempio E, risalenti al V secolo a.C. Selinunte, secondo Plinio, fu importante città di commercio verso la Magna Grecia e il Mar Mediterraneo; grazie alla propria flotta e alle derrate alimentari provenienti dal territorio: vino, cereali ed olio. L'olivo era una coltura primaria della Valle del Belìce; anche nel 1600 a partire dal 1700 si è evoluto un ecotipo che nel corso dei secoli successivi; ha dato origine ad una delle più note cultivar italiane, la Nocellara del Belice, DOP della Sicilia; ma coltivata occasionalmente anche in altre regioni.La principale risorsa del Territorio della Valle del Belìce è la produzione agro-alimentare e la coltivazione della vite e dell’olivo. Lo fu sin dall’insediamento delle prime popolazioni e dalla nascita di Selinunte; i cui abitanti coltivarono e propagarono l’olivo colonizzando vallate e terre fertili dell’interno, producendo olio; come dimostrano le macine rinvenute vicino al Tempio e, risalenti al V secolo a.C. Selinunte, secondo Plinio, fu importante città di commercio verso la Magna Grecia e il Mar Mediterraneo; grazie alla propria flotta e alle derrate alimentari provenienti dal territorio: vino, cereali ed olio. L’olivo era una coltura primaria della Valle del Belìce; anche nel 1600 a partire dal 1700 si è evoluto un ecotipo che nel corso dei secoli successivi; ha dato origine ad una delle più note cultivar italiane, la Nocellara del Belice, DOP della Sicilia; ma coltivata occasionalmente anche in altre regioni.

[dropcap style=”light”]La[/dropcap] principale risorsa del Territorio della Valle del Belìce è la produzione agro-alimentare e la coltivazione della vite e dell’olivo. Lo fu sin dall’insediamento delle prime popolazioni e dalla nascita di Selinunte; i cui abitanti coltivarono e propagarono l’olivo colonizzando vallate e terre fertili dell’interno, producendo olio; come dimostrano le macine rinvenute vicino al Tempio e, risalenti al V secolo a.C. Selinunte, secondo Plinio, fu importante città di commercio verso la Magna Grecia e il Mar Mediterraneo; grazie alla propria flotta e alle derrate alimentari provenienti dal territorio vino, cereali ed olio. L’olivo era una coltura primaria della Valle del Belìce; anche nel 1600 a partire dal 1700 si è evoluto un ecotipo che nel corso dei secoli successivi; ha dato origine ad una delle più note cultivar italiane, la Nocellara del Belice, DOP della Sicilia; ma coltivata occasionalmente anche in altre regioni.

[dropcap style=”light”]Il[/dropcap] Territorio della Valle del Belìce è stato frequentato e popolato sin dalla preistoria ed è ricco; di siti archeologici molti dei quali ancora non ben esplorati. Ha conosciuto l’insediamento di Sicani, Elimi, Fenici e Greci, un passato di cui rimangono imponenti rovine e manufatti d’ogni genere.

Nei pressi della Rocca di Entella vi è l’importante sito archeologico di Entella, famosa per i cosiddetti decreti di Entella. È probabile che l’area abbia ospitato anche l’antico sito di Nakone; di cui si conserva traccia in due scarne indicazioni letterarie, diversi ritrovamenti numismatici e nei cosiddetti decreti di Nakone; accomunabili a quelli di Entella. Non molto distante troviamo i siti Archeologici di Monte Adranone e Calatamauro nonchè quello più importante di Selinunte.

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