Pinot Nero

Tra tutti i vitigni a bacca rossa del mondo il Pinot Nero è considerato il più nobile ed elegante e allo stesso tempo è il più difficile da interpretare. L’origine del Pinot Nero viene posta in Francia “Borgogna”, dove è alla base dei più grandi vini della zona (e tra i più famosi del mondo). È presente anche nella regione Champagne, ma il vitigno, col tempo, si è diffuso anche in altre regioni d’Europa, compresa l’Italia. In Sicilia molti esperti dicono che il Nerello Mascalese coltivato sull’Etna sia imparentato con il Pinot Nero, ed alcuni sostengono che sia lo stesso vitigno mutatosi nel tempo. Il motivo di questo confronto dei due vitigni sta nella somiglianza della capacità di interpretare il territorio. In Sicilia la coltivazione del Pinot Nero si è diffusa in tutta l’isola, ma sembra che l’unico posto dove meglio si sia ambientato e l’Etna per il suo clima.

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Caratteristiche 

Il Pinot nero ha un colore rosso rubino, brillante nelle versioni giovani, più spento nelle vinificazioni “Riserva”. È riconoscibile dal profumo varietale di piccoli frutti rossi (soprattutto ribes, ma anche mora e lampone) e da un sorso di eleganza e bevibilità unica. Risultati notevoli si ottengono, da invecchiamenti in Barrique.

In Italia ne esistono due diverse qualità. La prima, caratterizzata da grappoli piccoli e compatti e da acini piccoli, è adatta a essere vinificata in nero e produce un vino rosso estremamente delicato, che varia considerevolmente di annata in annata.

La seconda varietà è quella vinificata in bianco, quindi senza contatto con le bucce è si ottiene un vino “neutro” che risulta però la miglior base per la produzione dello spumante per via di corpo, complessità e notevole longevità. In Francia è alla base del successo del principe dei vini spumanti, lo Champagne.

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