Amaro Gerlando Liquore Digestivo

Proveniente dalla Sicilia l’Amaro Gerlando è un Liquore Digestivo Artigianale Siciliano, prodotto con radici di erbe aromatiche del monte Etna. Tutte le macerazioni e le infusioni sono fatte al momento della raccolta per catturare gli aromi più intensi e mantenerne intatte le proprietà organolettiche. Gusto Vellutato, aroma inconfondibile, l’Amaro Gerlando dà il meglio di sé quando si gusta ghiacciato. Le erbe che compongono questa esclusiva ricetta danno vita ad un piacere unico.

L’Amaro Gerlando è un Liquore Digestivo Artigianale Siciliano, prodotto con radici di erbe aromatiche del monte Etna.

  • Bottiglia: 700 ml
  • Gradazione Alcolica: 37 % Vol.
  • Ingredienti : Acqua, Zucchero, Alcool ed Erbe Aromatiche
  • Tipologia: (Digestivo) Liquore Artigianale Siciliano
  • Nome etichetta: Amaro Gerlando

Caratteristiche aggiuntive

L’amaro viene preparato dopo la creazione di un attento e sapiente infuso di erbe aromatiche. Quindi dosate per un gusto e un aroma inconfondibile. Prima o dopo i pasti, può diventare un ottimo dissetante con ghiaccio o seltz. Ottimo per cocktail. La sua lunga preparazione prevede l’infusione di numerose erbe, di fiori e di frutti siciliani secondo gli antichi metodi artigianali.

Storia

La sua storia affonda le radici in un affascinante passato. L’ordine dei templari nacque nel 1119 a Gerusalemme con lo scopo di proteggere coloro che vi si recavano in pellegrinaggio. Ebbe fine tra il 1312, tempo in cui papa Clemente V ne decretò la chiusura, e il 1314 quando il re di Francia , Filippo il bello, fece bruciare l’ultimo gran maestro dei templari ed il suo più grande collaboratore.

Da sempre circondati da un alone di mistero che ne fomenta miti e leggende, i Templari lasciarono un’ impronta profonda in Sicilia durante il regno di Federico II. In questo periodo storico giunse in Sicilia, presumibilmente dalla Polonia, il cavaliere Beato Gerlando D’Alemagna, quest’ultimo prese dimora presso la chiesetta della Madonna del Tempio di Caltagirone (CT) della quale divenne il custode. Egli si fece protettore dei più deboli e si sottopose a parecchie aspre penitenze. Quando morì nel 1279 nacque immediatamente il suo culto, così sentito, che nel 1327 i suoi resti furono trasferiti nella Basilica di San Giacomo Maggiore di Caltagirone.

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