Vastedda della Valle del Belice DOP

 11,50 Iva inclusa

Unico formaggio Siciliano ovino a pasta filata, è inconfondibile per la sua forma a focaccia e per il suo gusto particolare, tipico dei formaggi freschi di pecora.

  • Produttore: Le Prelibatezze del Feudo Pollichino
  • Zona: Contessa Entllina (PA) – Valle del Belìce
  • Classificazione: DOP  logo_DOP – Biologico biologico
  • Formato (Kg.): varia tra 0,500 – 0,600 gr. circa

Disponibile su ordinazione

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Descrizione

La Vastedda della Valle del Belìce DOP “Biologico” è unico formaggio Siciliano ovino a pasta filata. La Vastedda del Belìce è inconfondibile, per la sua forma a focaccia e per il suo gusto particolare, tipico dei formaggi freschi di pecora. La sua attenta lavorazione lo rende leggero e digeribile, diminuendo la massa grassa presente e mantenendo invariati i livelli di proteine, vitamine e sali minerali. La Vastedda è ancora oggi prodotta nel rispetto della tradizione artigianale, secondo il disciplinare di produzione del consorzio di tutela “Vastedda della Valle del Belìce”.

Vastedda della Valle del Belìce DOP. Formaggio fresco di pecora a Pasta Filata, dalla forma a focaccia. Un Ovino abbastanza dolce ed estremamente gradevole.

CARATTERISTICHE

  • Classificazione: DOP  logo_DOP – Biologico biologico
  • Formaggio unico in Europa nel suo genere. Diametro di 15-18 cm. altezza dello scalzo da 3 a 4 cm. peso tra 500 gr e 600 gr. Dal gusto abbastanza dolce ed estremamente gradevole, la Vastedda della Valle del Belìce può essere mangiata sia da sola che accompagnata da salumi.

ABBINAMENTI

Si esalta con olio d’oliva, origano, pomodoro fresco o con confettura d’arancia. Può essere accompagnata sia dai vini bianchi che da quelli rossi, in virtù del suo sapore fresco e delicato. L’accostamento migliore si ottiene con i vini tipici siciliani quali Nero d’Avola, Merlot, e Syrah.

LA LEGENDA

La leggenda più credibile sulla nascita della Vastedda, racconta di un anziano casaro della Valle del Belìce che realizzò questo formaggio per puro caso; dopo aver munto le sue pecore e lavorato il latte per il Pecorino, mise la pasta nei tipici canestri di giunco per farla rassodare, ma la sorte volle che, a causa dello scirocco e della giornata particolarmente calda, la pasta si inacidì. Il casaro allora provò a eliminare l’acidità immergendo il formaggio in acqua calda, così facendo, la pasta iniziò a filare e quando il casaro la ripose in un piatto diede vita alla prima forma di Vastedda.

Informazioni aggiuntive

Peso1 kg

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