Cuddrireddra di Delia “Alaimo e Strazzeri”

 9,00 Iva inclusa

Le Cuddrireddri  rappresentano il dolce tipico di Delia e del carnevale, frutto dell’ingegno della civiltà contadina che con ingredienti semplici e molta fantasia, creava piatti saporiti e di grande effetto. La cuddrireddra si può intingere nel vino dolce o inzuppare con zabaglione o crema agli agrumi, si gusta inoltre sbriciolata e mescolata a mascarpone e frutta secca. Si degusta alla perfezione con Passiti di Pantelleria e Marsala Siciliano. Prodotto Presidio Slow Food

  • Produttore: Alaimo e Strazzeri
  • Zona: Sicilia – Delia (EN) 
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Descrizione

Cuddrireddra di Delia – “Alaimo e Strazzeri”. Le Cuddrireddri rappresentano il dolce tipico del carnevale, frutto dell’ingegno della civiltà contadina che con ingredienti semplici e molta fantasia, creava piatti saporiti e di grande effetto. Biscotto a forma di bracciale il cui nome risale al greco kollura (cioè focaccia, pane biscottato di forma solitamente anulare). E’ un dolce tipico di Delia (CL) dalla forma rotonda a coroncina, viene preparato con ingredienti semplici come farina di frumento, uova, vino, zucchero, cannella, scorza d’arancia e fritta in ottimo olio di oliva di produzione locale. Il resto lo fanno le mani delle massaie, che si tramandano le pratiche e gli strumenti tradizionali. Si narra inoltre che la forma a coroncina delle Cuddrireddri sia nata omaggio alle castellane che vivevano nella fortezza medievale che sovrasta il paese di Delia durante la guerra dei Vespri Siciliani.

Cuddrireddra di Delia “Alaimo e Strazzeri”. Le cuddrireddri sono il dolce Tipico del Carnevale di Delia Biscotto a forma di bracciale.

PREPARAZIONE

Si impasta la farina di grano duro con uova fresche, zucchero, un poco di strutto, vino rosso, cannella e scorzette di arancio. Si lavora la massa su un asse di legno (lo scanaturi) fino a quando raggiunge la giusta compattezza, poi la si divide in piccoli rotolini. La parte più complicata che richiede manualità e esperienza, ma che le donne di Delia sanno realizzare benissimo, inizia a questo punto; si avvolgono i rotolini di pasta intorno ad un bastoncino che poi viene sfilato. La spirale di pasta viene appoggiata su un attrezzo chiamato pettine costituito da due asticelle di legno unite da una serie di striscioline di canna di bambù levigata.

I pettini sono conservati con grande cura perché nessuno è più in grado di costruirli. Alcuni sono vecchissimi, posso avere anche più di 150 anni. Un oggetto bizzarro la cui funzione originaria era diversa: si trattava infatti di un pezzo del banco di tessitura. Sul “pettine” si appoggia la spirale di pasta che acquista la caratteristica “rigatura”. Si uniscono a questo punto le due estremità formando una corona. L’ultimo passaggio è la frittura in abbondante olio extravergine d’oliva.

Le cuddrireddri originali devono essere croccante, dolci, mai stucchevoli, con in evidenza le note di cannella, di scorza d’arancio e un lievissimo sentore di vino rosso, utilizzato nell’impasto. In origine, era preparata in casa nel periodo di carnevale, oggi la si può trovare tutto l’anno e alcune pasticcerie della zona hanno iniziato a proporla.

ABBINAMENTI

La cuddrireddra si può intingere nel vino dolce o inzuppare con zabaglione o crema agli agrumi, si gusta inoltre sbriciolata e mescolata a mascarpone e frutta secca. Si degusta alla perfezione con passiti di Pantelleria e marsala Siciliano.

Informazioni aggiuntive

PesoN/A
Formato (gr):

Cuddrireddra di Delia gr 300, Cuddrireddra di Delia Mignon gr 300

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